Folies d’Espagne a 4 voci

 

Realizzazione a 4 voci del basso di Follia.

Patterns:

  • I:    3 – 5
  • II:   5 – 8
  • III: 8 – 3

Utilizzo: schema contrappuntistico-armonico di base per la realizzazione di variazioni estemporanee.

Fonte: Andrea De Carlo, 2016.

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Le “Follie di Spagna” di Marais: il capolavoro assoluto.

La definizione pare un pò forte. Ma onestamente: chi può metterla in dubbio?

Che le 32 variazioni su basso di Follia rientrino nel novero delle composizioni che segnano in maniera indelebile la storia della musica occidentale (come le bachiane Arte della Fuga e Variazioni Goldberg, per intenderci) è fuor di discussione.

Segue un problema: la comprensione e la complessità di quel valore assoluto. Ossia: dopo il riconoscimento naturale quasi istintivo, direi immediato, dell’opera d’arte, l’Uomo cerca, forse altrettanto istintivamente, un percorso logico, razionale, che dia peso e conforto a quella prima sensazione istintiva.

Compito di questo blog vuole essere proprio l’approfondimento di questo passaggio: che nulla toglie alla bellezza ed alla meraviglia, semplicemente ne vuole approfondire (ammesso che sia un processo effettivamente possibile) i passaggi, più o meno reconditi.

Il tutto mediato, altra caratteristica, dalla propria personalità e dal livello individuale di competenza: altro fattore non trascurabile, che poi si riversa in quello che è il momento finale-iniziale della percezione dell’opera musicale, l’esecuzione (altri preferiscono il termine: interpretazione).

E’ stato scritto probabilmente molto (ma non moltissimo) su Marais. E come al solito scrivere di musica continua ad essere un fenomeno parallelo e slegato, almeno in Italia, dal suonare musica. Il che può a volte essere un limite, a quanto altri già hanno scoperto o scoprono.

Con un approccio quindi estremamente “laico”, libero da scuole o preconcetti, ed allo stesso tempo rispettoso di quanto sia stato già scritto, detto e suonato in merito, spero di fornire con il tempo anche personali (e certamente parziali) visioni. Di un mondo ed una estetica musicale che se è certamente definitivamente scomparsa non vuol dire che abbia perso il proprio significato e valore. Che è e rimane eterno. Come le 32 variazioni della Follia.